Calendario biografico “Augusto Seghizzi” – dicembre

Luogo e data: Gorizia, sabato 7 dicembre 1901
Organizzazione: Riunione Famigliare Goriziana
Titolo: Trattenimento sociale
Compositori e autori in programma:
Schubert Franz (1797-1828)
Seghizzi Augusto (1873-1933)
Leonard Hubert (1819-1890)
Chiappani Carlo (1853-1928)
Kotzebue August (1761-1819), autore della farsa “Il casino di campagna”
Locandina stampata da Stab. tipografico Giov. Paternolli
Si ipotizza verosimilmente che il ruolo di Augusto Seghizzi non sia stato solo quello di pianista e compositore, ma anche di preparatore delle esecuzioni delle musiche corali in programma. Si ricorda inoltre che l’Associazione “Riunione famigliare goriziana” fu attiva per alcuni decenni tra Ottocento e Novecento;documenti delle sue iniziative sono consultabili sia presso l’Archivio di Stato di Gorizia, sia presso la Bibliorteca Statale Isontina. (mi)
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”L’Eco del Litorale”, Gorizia, mercoledì 12 dicembre 1900. – Particolarmente significativo questo breve trafiletto de “L’Eco del Litorale”, quotidiano di informazione religiosa, politica e culturale fra Ottocento e Novecento (cfr. copie del quotidiano nella BSI Biblioteca Statale Isontina di Gorizia).  L’anonimo estensore dell’articolo rileva la “disattenzione” nei confronti della musica sacra (in particolare a Gorizia), mettendola a confronto con la benemerita iniziativa musicale di Augusto Seghizzi, esecutore con la cantoria di Piazzutta di “una messa a tre voci del Perosi”. Quale sia questa messa non è dato a sapere, ma non si esclude che poteva trattarsi della “Missa Cerviana” a tre voci maschili (che risaliva al 1898), perchè sicuramente più nota (almeno agli addetti ai lavori) di altre messe precedenti del già famoso Lorenzo Perosi (nato nel 1872), peraltro quasi coetaneo di Augusto Seghizzi (nato nel 1873). Un po’ di ambientazione storica. Nel 1900 Gorizia contava circa 24.000 abitanti di cui circa il 60% italiani, 20% sloveni, 10% tedeschi, ecc. Il Borgo “Piazzutta” era uno dei borghi più antichi e la sua chiesa (con la piccola piazza antistante) ne era il fulcro (mi).  “Nei primi secoli dopo l’Anno Mille, quando fu costruito un nuovo ponte presso Piuma, in seguito alla distruzione del ponte romano sull’Isonzo (Mainizza di Farra), la Piazzutta divenne il punto di passaggio obbligato per il traffico commerciale tra la città e il Collio, il Friuli e l’Italia. Più tardi (forse intorno al 1620) per facilitare il transito, venne costruito un ponte sul torrente Corno. Nel 1744, in occasione del suo rifacimento, il gastaldo di allora Giovanni Battista Favetti fece collocare sul parapetto la statua del santo Giovanni Nepomuceno (santo boemo), che oggi si trova in un angolo all’incrocio di via Brass con piazza Tommaseo. Le prime case che sorsero nel borgo erano abitate da contadini, che beneficiavano della felice posizione dei campi in una zona ricca di acque, essendo il Borgo situato tra le sponde del torrente Corno e quelle del fiume Isonzo; in seguito vi si stabilirono artigiani, osti e commercianti, attirati dall’insediamento di alcuni mercati, come quello dei cereali e quelli dei pali per viti, del bottame e dei cerchi, che si tenevano in piazza in occasione delle fiere di S. Ilario, S. Bartolomeo e S. Andrea. Nei secoli passati la Piazzutta era sotto la giurisdizione dei Signori di Zengraf (donde il nome del Borgo chiamato, ancora oggi, dai vecchi goriziani «Singrof»).Uno, degli Zengraf, Carlo, nobile austriaco, fece costruire, nel 1593 sull’altura che sovrasta la Piazzutta, il bel palazzo, conosciuto oggi col nome di Coronini-Cronberg. In questo palazzo morì nel 1836 il detronizzato e ultimo re di Francia, Carlo X di Borbone. Nei primi anni del ‘900 una particolarità del Borgo furono i collegi, famosi in tutta la zona: «Notre-Dame», rinomato istituto di educazione femminile, retto dalle Suore Scolastiche; quello dei Sordomuti; il collegio-convitto Principe Umberto, in fondo alla piazza, ora adibito ad oratorio parrocchiale e, di recente, in parte anche sede del Centro di prima accoglienza della Caritas di Gorizia. LA CHIESA – La chiesa nacque per volere del barone Gian Vito Del Mestri (nativo di Cormons), il quale volle fondare proprio in Piazzutta un ospedale per gli ammalati poveri denominato «Hospitale della Misericordia», affidandolo ai Fatebenefratelli di San Giovanni di Dio. Lo stemma simbolo dell’Ordine (raffigurante il melograno) collocato sul portale, testimonia l’origine della Chiesa. La prima pietra della Chiesa fu posta dal vescovo Massimiliano Vaccano il 18 novembre 1656, dedicata a S. Vito, in onore del suo grande fondatore. Questo generoso benefattore è ricordato dalla lapide marmorea collocata sulla parete destra della navata. Sulla medesima è incisa un’altra iscrizione, dedicata ai benefattori dell’opera: il papa Alessandro VII, l’imperatore Ferdinando III, Gian Vito Del Mestri e il Vescovo Francesco Massimiliano. Nel 1768-69 la chiesa fu restaurata e ingrandita, con la facciata e l’interno d’aspetto barocco.  Dietro l’altare c’è tuttora la grande pala (d’ignoto autore italiano) raffigurante S. Vito con veste rossa, assieme a Modesto e Crescenzia, con la Gloria celeste; in primo piano la caldaia di pece bollente nella quale furono suppliziati i Santi martiri. I santi Vito e Modesto, patroni della Chiesa, vengono festeggiati il 15 giugno. Nel 1881 il campanile fu fornito di buone campane, due delle quali, la mediana e la minore, furono requisite nel 1944 (seconda guerra mondiale) e restituite nel 1947. Furono benedette dal Principe Arcivescovo Carlo Margotti e ricollocate sul campanile il 18 febbraio 1948 con una solenne cerimonia. La mediana (q. 6,22) è dedicata a S. Giovanni Bosco e la minore (q. 4) è dedicata ai SS. Vito e Modesto, protettori della parrocchia. Madrine furono le signore Mercedes Spazzapan e Dolores Barazzetti e padrini Francesco Brumat e Antonio Podbersig. La chiesa distrutta nel 1916 (guerra mondiale 1915-18) rimase per parecchi anni in pieno abbandono; venne ricostruita tra il 1926 ed il 1928, e riconsacrata nel 1929.” 

L'articolo si riferisce a domenica 9 dicembre 1900

L’articolo si riferisce all’evento di domenica 9 dicembre 1900


Gazzettino, sabato 14 dicembre 1901 – Corriere friulano, martedì 17 dicembre 1901. Trafiletto ed articolo si riferiscono entrambi all’insediamento di don Francesco Ziach come parroco di Piazzutta, domenica 15 dembre 1901.L’articolo, che descrive la lunga, affollata e articolata cerimonia, riporta molti nomi, che qui di seguito ricordiamo, in particolare il neo-parroco ebbe anche in seguito (nel 1918) un ruolo particolare nelle vicende che seguirono la resa del comando militare austriaco alla fine della guerra e che ricordiamo conl’ allegata citazione  specifica.In questa cerimonia Augusto Seghizzi svolge non solo il ruolo di direttore musicale, ma anche quello di compositore di apprezzati brani musicali. Il clima della cerimonia, che potremmo dire festoso e fastoso, è comprensibile per svariati motivi, non ultimo quello della coesione della popolazione di questo borgo, uno fra i più antichi di Gorizia.

– don Francesco Ziach (cfr. allegato estratto pubblicazione)
– mons. Luigi Tomsig, decano del capitolo metropitano del Duomo di Gorizia. Forse qui vale la pena ricordare che mons. Tomsig rappresentava nella cerimonia il  cardinale Jakob Missia, arcivescovo di Gorizia dal 1898 al 1902.
– Johannes Schweitzer (1831-1882) le cui composizioni si trovamo in molti archivi parrocchiali del Friuli
– Franz Schöpf (1836-1915) compositore e organista del Duomo di Bolzano
– Paternolli, forse si riferisce a Giovanni Paternolli (1888-1923) erede di una importante “dinastia” di lLibrai, editori, tipografi a Gorizia, ma potrebbe trattarsi anche di suo padre Giuseppe Paternolli (1856-1915) o dello zio Guido (nato del 1863). In ogni caso la presenza di un Paternolli alla cerimonia da un lato sottolineava l’importanza della famiglia (e della cerimonia) e dall’altro un certo carattere di “italianità”. di cui i Paternolli furono fieramente (ma non ciecamente) sostenitori. Considerata la presenza del Paternolli in rappresentanza dell’asente podestà di Gorizia, mi pare giusto ricordare che dal 1894 al 1905 fu podestà di Gorizia Carlo Venuti
– Corrado Bartolomeo Cartocci  (1839-1911), compositore, maestro della scuola di musica e direttore della banda cittadina di Gorizia, docente di canto, collaudatore di organi.
– Ottavio Bergamasco, organista e direttore di banda
– Cav. de Finetti; quale dei tanti de Finetti ?  antica importante famiglia di Gradisca. Poteva trattarsi dell’ingegnere ed imprenditore edile Giovanni Battista de Finetti (1837-1919) padre di Gino (1877-1955) , noto pittore.
– Cral e Marostica, i cantori solisti della cerimonia
– la cantoria di Piazzutta con elementi aggregati da altre cantorie
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Martedì 22 dicembre 1896, Gorizia. Locandina del concerto nella Sala del Casino di cura. Augusto Seghizzi (23enne) è protagonista della serata come organizzatore, esecutore, compositore. In  programma composizioni di Mozart, Leoncavallo, Bohm, Thomas, Mendelssohn, Seghizzi, Schubert, Donizetti. Esecutori: Guido Mailing (baritono), Adelina Samiz-Marega (soprano), Massenza Blarzino-Cossovel (pianoforte), Augusto Seghizzi (pianoforte), Rodolfo Penso (armonium), Edoardo Merlo (violino). Locandina stampata nello stabilimento tipografico di Giovanni Paternolli. Oggi, quasi sconosciuto, risulta Carl Bohm (1844-1920), a quei tempi invece molto popolare come pianista e soprattutto come compositore fecondo di Salonmusik (“musica leggera”) e di musica da camera.
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Corriere di Gorizia, giovedì 24 dicembre 1896 – Articolo di commento al concerto del giorno 22 dicembre. Significativo il preambolo dell’anonimo, articolista, per giustificare la scarsità di pubblico alla manifestazione.
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DOMENICA 25 DICEMBRE 1898 – LUNEDÌ 26 DICEMBRE 1898 – Gorizia, Teatro di Società. Spettacolo “Marco Polo”. Musica di Eugenio Pauletig. Orchestrazione di Rodolfo Penso. Versi di Giacomo Sbisà. Scarsissime le notizie o addirittura nulle le notizie su quest’operina, ma la locandina racconta invece molto sulla tipologia dell’organizzazione musicale a Gorizia in quel periodo (e non solo), un vivacissimo e creativo intreccio tra professionalità e dilettantismo (nel senso migliore del termine). Augusto Seghizzi compare come preparatore dei cori e “prof. al cembalo”. “Marco Polo” come soggetto musicale non pare abbia avuto particolare attenzione ispirativa (nè prima nè dopo) e dunque questo lavoro rappresenta un’eccezione, registrata in molti cataloghi storici, peraltro senza fornire ulteriori informazioni rispetto a quelle riportate nella locandina. Il fatto che l’evento abbia avuto luogo nel Teatro di Società ci permette di ricordare che il Teatro, inaugurato nel 1740, riaperto nel 1791 (dopo esser andato a fuoco due anni prima), più volte ristrutturato, dal 1871 era stato definitivamente aperto anche alla “società civile” e non solo agli aristocratici, processo già iniziato nel 1810 con il cambio di nome da Teatro Nuovo a Teatro di Società. Proprio fra il 1887 ed il 1899 erano in corsi altri lavori di ammodernamento ed adeguamento.
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SABATO 26 DICEMBRE 1896, LOCANDINA
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CORRIERE DI GORIZIA, MARTEDÌ 27 DICEMBRE 1892. Concerto in commemorazione del centenario della nascita di Pietro Zorutti. Gorizia, Teatro di Società. L’estensore dell’articolo si riferisce all’evento come avvenuto il giorno prima rispetto alla data manoscritta sul documento con il ritaglio dell’articolo. In tal senso il concerto sarebbe avvenuto lunedì 26 dicembre 1892. Ricordiamo che il poeta Pietro Zorutti era nato il 27 dicembre 1792 e dunque la commemorazione avrebbe dovuto aver luogo un giorno prima rispetto alla data ufficiale. Non essendo in possesso del programma di sala o della locandina dell’evento, lasciamo irrisolta la questione (tutto sommato irrilevante). Approfittiamo invece del testo dell’articolo per ricostruire il programma musicale, che risulta invece rilevante per la ricostruzione del panorama musicale e socio-musicale di Gorizia. Con questa iniziativa veniva messa in risalto la friulanità del territorio o quantomeno gli interessi locali nei confronti della cultura e della lingua friulana. D’altra parte Pietro Zorutti Pietro Zorutti (Pieri Çorut, Lonzano del Collio, 27 dicembre 1792 – Udine, 23 febbraio 1867) era stato per molti decenni un punto di riferimento estremamente popolare grazie ai suoi quarantennali Almanacchi lunari (Strolics) con poesie in lingua friulana di soggetto naturalistico o ironico. Possiamo anche ricordare che nel 1911 fu collocata una statua col suo busto nei giardini pubblici di Gorizia (statua che ancor oggi possiamo vedere) con l’evidente intenzione (fra l’altro) di sottolineare una friulanità della città, che il 23 novembre 1919 (non casuale l’anno) avrebbe ricevuto un’ulteriore conferma con la nascita sempre a Gorizia della Società Filologica Friulana.

Arriviamo dunque al programma.
Orchestra cittadina diretta dai Maestri Corrado Cartocci e Enrico Tandelli.

  1. Sinfonia in do minore di (*) Fornari
    2. Sinfonia dal Guglielmo Tell di Gioachino Rossini
    3. Ode “Il Friuli” di Riccardo Pitteri declamata da Sofia Zigon
    4. Cantica dantesca “Conte Ugolino” di Gaetano Donizetti (basso Ferdinando Tercuzzi)
    5. Poema sinfonico per orchestra e coro di (*) Coronato Pargolesi (scritto per l’occasione)

orchestra diretta da Cartocci; sezione corale della Ginnastica Goriziana diretta dal M° Zei

  1. Fantasia “Ballo in maschera” di Camillo Sivori (violinista Enrico Tandelli –
    Augusto Seghizzi (19enne) partecipa come “accompagnatore al cembalo” del violinista. Interessante che un giovane sostanzialmente autodidatta venga scelto per una partitura, che risultava particolarmente difficile. Evidentemente aveva già avuto modo di farsi conoscere ed apprezzare.(*1) non trovati dati identificativi di questo compositore
    (*5) Coronato Pargolesi, pseudonimo di Stefano Persoglia, autore ,fra l’altro, di una raccolta di cinquanta villotte (pubblicate a Gorizia proprio nel 1892) alla quale Augusto Seghizzi sicuramente avrebbe attinto per le sue celebri rapsodie “Gotis di rose”.

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