2a Rassegna collettiva di pittura e arte contemporanea

MANIFESTO COLLETTIVA 2018

II RASSEGNA COLLETTIVA DI PITTURA ED ARTE CONTEMPORANEA “SEGHIZZI”
(17 GIUGNO-12 AGOSTO 2018) GORIZIA, GALLERIA SEGHIZZI, CORSO VERDI 85 –
Presentazione degli Artisti e delle opere (WORK IN PROGRESS)


 

Umberto Aviani (Cividale del Friuli UD)
Le specifiche dell’opera sono: dimensioni: 100×70 cm; tecnica: olio su tela; anno: 2017; titolo: Migdal Babel. L’Autore. formazione scientifica: diploma di liceo scientifico 2004, diploma di perito chimico 2011, laurea triennale 2007 e specialistica 2009 in geologia, dottorato in geoscienze 2014.
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Fabio Benatti (San Giovanni al Natisone UD)
Presentazione e CV Fabio Benatti
Presentazione grande guerra
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Giorgio Bianchet (Pordenone)

Non val la pena nascondere l’imbarazzo che il lavoro di Bianchet suscita in molti, forse in tutti quelli che si accostano per la prima volta alla sua opera, avvezzi a pensare l’intervento artistico in maniera ben diversa. Tele bianche con poche tracce di pigmento spesso, bianco a sua volta, tracce di matita che si perdono in scrittura confusa al limite della leggibilità.  E’ solo attraverso uno sforzo su di sé, impegnandosi a sciogliere lo scandalo, che si entra forse in un mondo, in un modo di sentire così inusuale di fronte alla forza d’impatto che i segni della modernità invece quasi sempre hanno. Esile è il primo aggettivo che viene alla mente: l’esilità, ammesso che il vocabolo esista, pare la categoria entro cui inquadrare il gesto pittorico di questo artista. Tutto, in fondo, nel lavoro di Bianchet pare ricondurre qui e qui è il primo punto che mi preme sottolineare: un approccio particolarissimo alla tela, alla carta, in cui il supporto, banalmente funzionale in molta pittura, ritorna ad essere domanda, questione che chiama in causa difficili meccanismi psicologici. La tela (metafora dell’esserci, della vita, al limite) è appena “sporcata” dal pigmento, esile traccia di una presenza, è appena sfiorata dalla matita che in sé ha natura effimera, cancellabile. Il bianco-niente, appena modificato dalle tracce è il più delle volte ricondotto al niente da un processo di “sbiancamento” che vela con pudore l’espressione di un sentire.” ( cit. Paolo Venti)


 

Daniele Bianchi (Fiumicello UD)
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Allusioni, simbologie, contaminazioni, citazioni, echi, parodie, parafrasi, incroci tra letteratura, arte, cultura, politica, società, autobiografia; tutto questo ed altro ancora è l’opera di Daniele Bianchi, artista lombardo ma trasferitosi da anni a Fiumicello. La complessa personalità dell’artista e la molteplicità delle fonti d’ispirazione si riflettono nella multiforme fenomenologia delle tecniche e dei materiali: dalla pittura al collage, dalle opere materiche alle mini-installazioni, dalla scultura alla grafica. Eppure nonostante tutto c’è un filo conduttore che lega la disparata molteplicità ed è la reattività dell’artista nei confronti della realtà, senza retorica, con sguardo impietoso sul mondo, sull’umanità ed anche su se stesso. Senza pietismi e senza lamenti, senza ira e senza gioia. Quasi un’indagine anatomica degli spezzoni di vita propri ed altrui. L’artista non si arrende, ma piuttosto sembra sublimare e metabolizzare le passioni attraverso l’esperienza estetica. Un ragionare con le forme e con i colori. In qualche modo riflette sul mondo proprio ed altrui con la passione disincantata di un anatomopatologo, che seziona soprattutto ciò che è andato alla deriva, lo raccoglie e lo innesta in contesti differenti, facendolo così rivivere. Emblematici in questo senso gli enigmatici “teatrini” (ma non solo essi)  realizzati rigorosamente con materiali abbandonati, coi relitti di una società opulenta, con le tracce consunte di vite e cose dimenticate e disperse. Così nel bazar del consumismo quotidiano ciò che è rifiutato, rimosso e respinto riprende, seppure solo per l’arte, nuova dignità. (Oltai Lindenberg)


 

Nadia Blarasin (Campoformido UD)

Titolo dell’opera: Destini incrociati; Misure: 100×117; Anno: 2017; Tecnica: mista su tela.

Nadia Blarasin, nata a San Daniele del Friuli (UD). Attualmente risiede e lavora a Basaldella di Campoformido (UD).Ha esposto in Italia con personali e collettive significative in Italia presso la Villa Wasserman di Toppo, il Salone Abbaziale di Sesto Al Reghena, la Chiesa di S.Antonio Abate di Udine e all’estero tra cui Slovenia, Ungheria, Finlandia e Germania. Tra i vari riconoscimenti ottenuti si segnalano: 1° premio per la pittura al “Meeting Arte e Moda” presso l’Hotel Savoia di Trieste¸ il premio per la pittura alla Manifestazione “Barcolana” di Trieste, 3° premio per la scultura alla XIV Biennale d’Arte Friuli Venezia Giulia presso la Galleria Tiepolo di Udine, III° premio “L’Arte nel mondo della Sicurezza” presso la sala Ajace del Palazzo municipale (UD). Il suo lavoro è stato presentato in varie trasmissioni radiotelevisive regionali. Le sue opere si trovano in collezioni pubbliche tra le quali la collezione della Provincia di Udine, la collezione del Comune di Sesto al Reghena, la collezione presso la Basilica Beata Vergine delle Grazie, la collezione del Comune di San Giovanni al Natisone. Dal 2007 fa parte di “AURA”, Associazione Artistico Culturale del Friuli Venezia Giulia, con cui collabora a progetti per la diffusione della cultura. L’attenzione è incentrata sul colore e la creazione di quadri, nei quali si può facilmente riconoscere l’impronta materica che la caratterizza. Nella sua ultima produzione ella imprime emozione attraverso il linguaggio del colore graffiando, stratificando e aggredendo con forza la tela, dando vita a un linguaggio universale fatto di colore e materia stratificata.
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Daniele Bulfone (Fagagna UD)
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Alessandro Cadamuro (Azzano Decimo PN)
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Le opere di Cadamuro si distinguono per la fusione di molti aspetti espressi nella materia d’elezione, il vetro, che l’artista usa come elemento intermediale delle sue opere: “Dall’acqua lagunare alla trasparenza del vetro”: identità, memoria, viaggio. In passato, due forme d’arte apparentemente molto distanti tra loro come la scultura e la poesia, si coniugavano grazie all’incisione realizzata con una punta di diamante sulla superficie di una pagina di cristallo. Il “graffio” veniva poi amplificato per mezzo di diffusori acustici per il pubblico. E’ così che nacquero le opere “Vetro-Cantore” a cui fece seguito il filone dei “Poevetri”: la trasformazione del verso scritto ad intervento visivo sonoro. Queste vetro-scritture erano accompagnate da performance dell’artista, di un soprano e anche da altri strumenti-scultura nati per mano di Cadamuro negli anni 80 tra cui ricordiamo: il “Vetrofono”, il “Vento del Vetro”, le “Macinatrici di Vetro”. Per l’artista non è possibile separare le discipline artistiche, visto che tutte concorrono a essere parte integrante dell’opera con la propria cifra referenziale. Alessandro Cadamuro pone grande attenzione alla scelta dei materiali che devono rispondere a tutte le sue esigenze: trasparenza, luminescenza, vibrazione e struttura. “I materiali” – come racconta lo stesso Cadamuro – “devono avere una sorta di multi disciplinarietà propri del fraseggio plastico dell’opera: possono concorrere a esserci, co-esistere rimandarsi ed interagire”. Cadamuro sottolinea che nelle sue opere le arti non agiscono per multimedialità, ma per intermedialità. Sono lavori che richiedono oltre ad una grande conoscenza dei materiali, anche studi approfonditi: Cadamuro non smette mai di osservare,sperimentare e fare ricerca. La sua città natale ha indubbiamente influito sul suo percorso formativo: il padre era anch’esso legato al vetro e ciò – come afferma lo stesso Cadamuro – “non ha fatto che muovere nuovamente l’acqua veneziana che c’è in me”. Per Cadamuro lo stimolo creativo si trova in ogni-dove, internamente ed esternamente. Osservatore instancabile del tutto e “di tutto ciò che ci colpisce e trama e trema alle spalle dell’inconscio. La vibrazione suggerisce un dettaglio in cui si può scoprire un infinito. Come tra due specchi la propria immagine, o essere al centro di una stanza con tutte le pareti a specchio?” (Cit. Chiara Orlando)


Mauro Cian (Gorizia)
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Opera:  olio su tela  –  misure: 70 x 50  –  titolo: “montagne”. – Nato nel 1962. Vissuto a Mossa (GO) fino al 1992 e poi a Gorizia.Ha frequentato vari corsi di pittura con i seguenti insegnanti: Cricco, Milani, Manzoni, Doliac, Legovini. Iscritto al Circolo Artistico MittelArt, all’Associazione Culturale Punto di Fusione,  all’Associazione Culturale Lapis di Gorizia. Ora iscritto al Circolo Culturale “Mazzini” ENDAS di Monfalcone.


Luciano de Gironcoli (Cormòns GO)
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Luciano de Gironcoli e` nato a Gorizia l’8 aprile 1947. Frequenta la sezione di decorazione pittorica (affreschi, graffiti, affreschi lucidi, lacche) all’ Istituto Statale d’Arte del capoluogo isontino sotto la guida dei maestri Mario Sartori, Cesare Mocchiutti e Tino Piazza. Precedentemente entra in contatto con il pittore Ostilio Gianandrea che lo incoraggia a intraprendere la carriera di pittore. Dal 1972 vive a Cormons. Espone in pubblico, per la prima volta, nel 1962, in occasione della mostra delle opere partecipanti al Premio San Floriano (Gorizia). Da allora e` presente a centinaia di mostre collettive, concorsi, rassegne d’arte a carattere locale, nazionale ed internazionale e allestisce numerose mostre personali in Gallerie pubbliche e private. E’ iscritto al Sindacato Nazionale Arti Visive della CGIL ricoprendo anche la carica di Segretario provinciale. Fa parte del Gruppo Internazionale di Arti Visive “2xGO” che ha ottenuto il Premio dei tre Comuni-Gorizia,Nova Gorica, San Pietro. E’ socio fondatore e per un certo periodo anche presidente dell’Associazione Culturale “EXIT” che, per dieci anni, svolge a Gorizia un’intensa attivita` di promozione dell’Arte contemporanea nello Studio d’Arte “Exit” di via Favetti e, successivamente, in uno spazio del cinema “Vittoria”, nella storica Piazza della Vittoria di Gorizia. Attualmente fa parte dell’ Associazione culturale “Amici di Isonzo-Soča”, ed e` redattore dell’omonima rivista periodica sin dalla sua fondazione. E` iscritto all’albo dei giornalisti pubblicisti dal 1974. Collabora alla realizzazione e all’allestimento della grande rassegna nazionale “Arte in Cantiere” svoltasi a Monfalcone. Collabora con il Comitato organizzatore della mostra “Marx e dintorni”, allestita a Cormons, relativamente alla sezione dedicata alle arti figurative. Esegue numerosi manifesti ed illustrazioni grafiche per spettacoli teatrali, cinematografici e per varie iniziative culturali e politiche. Suoi quadri e disegni fanno parte delle collezioni della regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, della Pinacoteca dei Musei Provinciali di Gorizia, della Cassa di Risparmio di Gorizia, della Galleria “Spazzapan” di Gradisca d’Isonzo, dell’Associazione Industriali di Gorizia, dei Comuni di Gorizia, Grado, Cormons, Mariano del Friuli, Campolongo al Torre noncheÅL delle raccolte civiche di Lubiana, Pirano, Abbazia, Idria, Aidussina, Salcano (Nova Gorica) in Slovenia e della pinacoteca nazionale del CONI a Roma. Esegue la copertina e dodici commenti grafici per il libro “Gorizia 2001” di Aldo Rupel pubblicato dalle Edizioni “La Laguna”. Cura per conto del Comune di Moraro, da maggio 2003 a giugno 2004, la rassegna “Moraroarte/Arte e Territorio” comprendente nove mostre personali e due collettive.E’ invitato al Concorso internazionale per la realizzazione di un mosaico per la Piazza della Transalpina a Gorizia, in occasionedell’entrata della Slovenia nella Comunita` europea (Mostre dei bozzetti a Gorizia e Nova Gorica). In collaborazione con il prof. Roberto Maurizio fonda a Udine la Piccola permanente d’arte moderna e contemporanea “Refettorio Caucigh” di cui cura il calendario delle mostre dal 2004 al 2006. Collabora con i titolari del Bar Rullo/Internet CafeÅL di Cormons nell’organizzazione di piccole mostre personali. Da diversi anni tiene conversazioni sull’Arte moderna e contemporanea all’Universita` della Terza Eta` di Cormons (Unitre). Dal 2011 e` responsabile di un laboratorio artistico alla Comunita` Terapeutica “La Tempesta” di Gorizia. Nel 2013 scrive un saggio intitolato “La Scuola di Gorizia. Singolare quanto anomala esperienza creativa di gruppo. Un’ipotesi di lavoro per gli Storici dell’arte. Uno strumento per conoscere e per approfondire a disposizione di tutti”. La pubblicazione e` edita dall’Unitre di Cormons..


 Arianna Ellero (Palmanova UD)
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ARIANNA ELLERO – Portfolio
BIO ARIANNA ELLERO


Giulio Fornarelli (Monfalcone GO)

GIULIO FORNARELLI è nato a Gorizia il 14 settembre del 1971.  Dal 1986 si applica con passione all’indagine pratica delle tecniche antiche e dei relativi materiali: coccio pesto, calce e pigmenti naturali. Dal 1990 si dedica al ripristino e al decoro di ambienti, collaborando con i maggiori architetti, arredatori ed artisti della zona. Nel 2002 approfondisce l’arte dello stucco marmorino veneziano e del cocciopesto frequentando un corso tenuto dal maestro Mario Fogliata, insegnante dell’Accademia delle belle Arti di Venezia.  Nel 2003 partecipa, insieme ad Ivan Crico, alla realizzazione pittorica della Sala Consigliare di Turriaco.  Nel 2008, (con la supervisione del lavoro e dell’assenso della Soprintendenza dei Beni Culturali) su richiesta delle restauratrici  di Trieste Nevyjel e Ragazzoni, collabora al restauro parietale del Duomo di Pordenone ed effettua la stuccatura di lacune, mancanze e fessurazioni e il rifacimento di porzioni di intonaco confinanti gli affreschi, rispettandone i materiali costitutivi originali e il tono cromatico. Nel 2009  decora il castello di Moruzzo (proprietà della famiglia Nonnino) e la stanza del Canova del museo Revoltella di Trieste. Nel 2013 (con la supervisione del lavoro e dell’assenso della Soprintendenza dei Beni Culturali) collabora al restauro del ciclo pittorico della cripta della Basilica di Aquileia su richiesta delle restauratrici Nevyjel e Ragazzoni. Sempre nello stesso anno frequenta i corsi di finto marmo, di trompe l’oeil e di modanature con il maestro Eric Moret. Nel 2016 frequenta il corso di stucco marmo, scagliola, tenuto dal maestro Mauro Patrini, insegnante della scuola di Belle Arti di Tiene. Dal 1996 i suoi interessi convergono nello spazio del quadro, dove corporeo e immateriale si incontrano ad esplicare ritmi e textures di materie e di colori. Nella primavera 2005 è uno dei 50 artisti chiamati a decorare le botti della “Cantina Produttori di Cormons” ed in settembre viene invitato ad esporre i suoi lavori nella sala Delbianco di Staranzano.  La mostra, realizzata insieme al pittore e decoratore Ivan Crico,  viene intitolata Tellus ad indicare, in sintesi, gli intenti del lavoro di entrambi gli artisti.  Nello stesso periodo inizia il suo dialogo artistico con il pittore Piero Girotto. Nel 2011 con l’opera Omaggio a Luigi Broggini G. Fornarelli partecipa al concorso PREMIO ARTE  indetto dalla Mondadori. Segnalato tra i primi 30 finalisti del concorso a cui hanno partecipato 1800 artisti di tutta Europa, viene chiamato ad esporre la sua opera a Milano. Nel settembre dello stesso anno il suo quadro viene pubblicato nella rivista Arte, Editoriale Giorgio Mondatori. Dal 2008 con l’artista Stefano Azzano  ha realizzato opere  pittoriche, di designer  e  progetti di installazioni artistiche. Nel  2012 i due artisti,  Stefano Azzano e Giulio Fornarelli, sono stati contattati dal centro culturale DobiaLab  per la realizzazione di un’opera che, in occasione  della decima edizione sumerlab, nel quadro di onde mediterranee ed in collaborazione con strofe dipinte di Jazz,  rappresentasse (nella sua stessa forma e contenuto) il significato dell’attività svolta dal centro e ne ricordasse l’origine; l’opera sarebbe stata collocata poi nel suggestivo scenario della spiaggia del lido di Staranzano. Il titolo dell’istallazione realizzata è “ORIGINE”. Quest’ultima è un uovo di dimensioni giganti, del tutto estranee alla realtà, per osservare, attraverso un’ottica insolita, forma e significato di un oggetto tanto familiare. Sempre nel 2012 ai due artisti viene assegnato uno spazio espositivo all’interno del progetto: le vie dell’arte, organizzato dal Comune di Monfalcone.  Nel 2013 per lo spazio Liber Arti l’artista  ha esposto due opere in linea con lo stesso proposito: la prima, realizzata con S. Azzano è un tavolo, sulla cui superficie si dilata un cavallo di bastoni, una carta da gioco che nelle nostre zone abitava le osterie; la seconda è una sedia che ripropone, in un contesto insolito, l’efficacia dei manifesti Modiano, con la forza figurativa della Trieste dei primi novecento. Nel 2016 opere ispirate al Dadaismo, commissionate da Strofe dipinte di Jazz. Nelle opere di Giulio Fornarelli la naturalità dei materiali e l’essenzialità delle forme si combinano con la volontà di sperimentare nuove tecniche, tenendo sempre conto della lezione del passato. Per l’autore, infatti, lo studio della tradizione costituisce un momento necessario dal quale partire per spingersi verso nuove acquisizioni. Fin dall’inizio la scelta  dei materiali, con cui opera, è ricaduta sulla terra nuda, raccolta direttamente dai campi,  sul catrame e sulla calce; tutti elementi originari che l’autore investiga, lavorandoli, nella loro essenza.Sono quindi gli stessi materiali a richiamare, attraverso i quadri, il  senso di  una originarietà  talvolta dimenticata.  Anche le forme scelte sono ispirate dallo stesso intento e perciò mettono a colloquio soggetti essenziali ed in opposizione. Ne sono esempi  i colori assoluti, come il bianco ed il nero, i contrasti tattili di liscio e ruvido, alternati in modo tale che gli stessi elementi inducano ad interrogarsi sulle relazioni possibili tra diversità e somiglianze. Nell’ultima serie di opere, realizzate nel 2014, Giulio Fornarelli investiga il lavoro del tempo sugli oggetti del quotidiano, trasposto nei suoi quadri attraverso la ruggine che patina le superfici delle sue opere. Portoni, chiavistelli e porzioni di riquadri, fiancate di navi, corrose dagli anni, come accade per gli oggetti in ferro, sono qui sottratti ai luoghi di origine e decontestualizzati al fine di evocare altri spazi ed altri tempi. L’originalità di queste opere consiste nel materiale di cui sono costituite cartone e pigmenti naturali trattati in modo da apparire lamina di ferro corrosa.  Questi quadri chiedono a chi li osserva di mettersi in relazione con un prima ed un dopo, lungo l’asse del tempo. Attualmente Giulio Fornarelli vive a Monfalcone (34074). La sua mail è   giuliofornarelli@gmail.com

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Giovanni Gabassi (Palmanova UD)
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Giovanni Gabassi, dopo aver frequentato l’Istituto d’Arte Giovanni Sello di Udine, si è diplomato all’Accademia di Belle Arti di Bologna. Si esprime con diverse tecniche e la sua è una continua ricerca di nuove superfici e di nuove modalità espressive. Ama accostare la tecnologia più recente ai tradizionali interventi pittorici e grafici. Ha al suo attivo diverse personali e collettive (Udine, Belluno, L’Aquila, Venezia, Cannes, Salisburgo, Perugia, Potenza, Livorno, Firenze, Genova, Berlino…). Suoi lavori sono presenti in diverse collezioni private in Italia e all’estero (Canada, Inghilterra e Germania). Si propone anche sul web con la galleria Saatchionline. E’ membro del Centro Friulano Arti Plastiche e ha aderito al Movimento d’Arte del XXI Secolo.


Alberto Luigi Levorato (Martignacco UD)
Alberto L. Levorato – opera e curriculum

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Aldo Mapelli (Mapello BG)
Il dipinto misura cm 70×50; Tecnica mista su tavola; Titolo dell’opera “ Ostacoli: percezione quotidiana
Curriculum Vitae artistico

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Daniela Marangone (Cervignano del Friuli UD)

Nasce a Udine nel 1975 e fin da bambina dimostra interesse per il disegno. Dopo aver conseguito gli studi presso l’Istituto Statale d’Arte G.Sello di Udine si dedica alla sua vera passione: la pittura. Ha esplorato vari linguaggi sempre alla ricerca della sua ideale espressività. Con i primi dipinti ad olio si è avvicinata al mondo dell’arte ritraendo volti e paesaggi per poi dedicarsi completamente alla pittura con i colori acrilici. Attratta dalle bellezze che la natura crea, dipinge fiori che risaltano da sfondi indefiniti mettendone in evidenza i dettagli. Predilige ritrarre figure femminili e si riflette in queste immagini come fossero lo specchio di se stessa ricercando una bellezza ideale anche solo in un particolare di un volto. Il suo percorso è una ricerca continua di immagini proiettate verso il futuro, elementi e colori essenziali. Sperimenta nuove tecniche pittoriche e crea effetti particolari di colore. Ha esposto presso la Galleria La Loggia di Udine con una mostra personale e una collettiva con grande successo di pubblico e critica, all’UTE di Udine, alla Galleria Soleluna di Reana del Rojale (UD). Ha partecipato alla collettiva internazionale di Arti Visive Contemporanee “EXPerienze” a Motta di Livenza (TV) e alla Rassegna di arti visive ‘Cenacoli  d’Arte’ a Ponzano Veneto (TV). “La scelta dei soggetti femminili, continuamente riproposta, rivela il suo grande bisogno-invito, riguardo alla valorizzazione profonda della donna, da amare e da rispettare, per le sue qualità interiori, a cui quelle esteriori possano costituire valore aggiunto e non sostitutivo” (Gabriella Sartor)
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Luciano Martinis (Aquileia UD)
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È artista tecnicamente solido e socialmente sensibile e queste sue due caratteristiche ben si fondono nelle sue opere. Attento a tutte le forme di sperimentazioni artistica. Molto in lui ha influito la lunga esperienza lavorativa e artistica vissuta nell’America del Sud, segnatamente in Cile e in Perù. Intensi e significativi i rapporti con la musica, in particolare con il compositore Giacinto Scelsi, di cui è stato editore ed amico. Non a caso l’opera presentata in mostra è appunto intitolata “La palma di Scelsi”.


 

Valentina Miani (Fagagna UD)

Valentina Miani in arte Valensia, nasce a Udine nel 1964, vive e opera a Fagagna, dopo essersi occupata per anni di moda come modellista e sarta, adesso assieme al marito coltiva un piccolo appezzamento di terra in modo biologico e biodinamico. Molto legata alla natura e alla sua terra il Friuli Venezia Giulia. Inizia il suo percorso artistico come autodidatta, nel 2011 frequenta la scuola d’arte del maestro e artista Paolo Mattiussi. Nel 2014 frequenta i corsi di anatomia umana e scuola libera del nudo, all’accademia G.B.Tiepolo di Udine nel 2017 il corso di incisione alla stamperia d’arte Corrado Albicocco. Partecipa a molte mostre collettive in Italia e all’estero. Nel 2018, partecipa ad Art Innsbruck con la galleria D’arte Malinpensa by La Telaccia. Dal 2014 ha creato questa tecnica di pittura, si tratta di supporti lavorati con la tela di palma che recupera dalla natura e che donano al dipinto una particolare caratteristica, come disse una visitatrice ad una sua mostra :”la tela si fa pelle”. Alla Galleria La Loggia di Udine esordisce con la mostra personale “Corpo e Spirito” riscuotendo grande interesse di pubblico e critica.
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Milena Miculan (Medea GO)

Milena Miculan, nata a Udine nel 1961, vive e opera a Medea in provincia di Gorizia. Vari sono i cicli affrontati nella sua arte, nati dalla frequentazione dei corsi tenuti presso la Libera Accademia del Vedere, a Trieste. I più attuali sono: ”Umana Fragilità” in cui il tema principale è dedicato alla donna, alla sua fragilità e allo stesso tempo alla sua forza e determinazione. “Visioni d’intorno”, in cui l’artista attua un lungo e importante percorso dedicato al paesaggio, mediante la tecnica del pastello secco su carta. Questo ciclo di pastelli è dedicato all’amore per la sua terra: un omaggio alla memoria dei luoghi cari che rivivono nei paesaggi cromatici e diventano i luoghi dell’anima.Ha esposto in Italia e all’estero, partecipando a mostre collettive e personali. Visioni d’intorno. in ciò si racchiude il nuovo ciclo pittorico della Miculan, frutto di assidue sperimentazioni sulla tecnica artistica, ma anche sul soggetto ritratto.Questa saga di pastelli secchi tirati a polpastrello ottengono nel loro insieme un gusto profondamente delicato, e, oltre a ritrarre la sua terra filtrata dagli occhi dell’artista, si mette in gioco il cuore, le pulsazioni e la vita dell’artista stessa, che ci dimostra come il colore possa bastare per far parlare e rendere questi quadri così preziosi.Fili sottili di giochi cromatici sottolineano l’attenta ricerca e la profonda sperimentazione dell’artista ormai giunta a maturazione, in uno stile così difficile da realizzare. Ammirando questi paesaggi troviamo immediatamente il ponte d’unione di ciò che è stato rappresentato con chi l’ha rappresentato, inizia così il sottile gioco di trasporto delicato, legato al trait d’union che l’artista vuole rivelare. L’anima è fragilità, è reminiscenza di un tempo lontano, è un brusio che si perde nel tempo, qualcosa da proteggere dalla ruvidezza del mondo che trova la sua estensione ideale unicamente nella quiete del ricordo.La Miculan così si rifugia all’interno dei suoi quadri, ripercorre, cammina e medita all’interno dei suoi paesaggi, interpreta la raffigurazione della Natura come restituzione di uno spazio complesso, che non è solo quello percepito dall’occhio, ma anche quello interpretato dall’anima, cosicché l’artista coinvolge l’osservatore in una pausa di abbandono e di sentimento, sensazioni già personalmente provate durante l’esecuzione artistica.

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Zdravko Milic (Albona, Croazia)
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Docente presso la Akademija primijenjenih umjetnosti Sveučilišta u Rijeci


Enrica Mocchiutti (Mossa UD)

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Pietro Modde (Udine)
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Titolo…GENERAZIONI, formato…50X60, tecnica…acrilico su tela, anno…2015

Sardo di nascita nel 1954 e friulano di adozione dal 1962, disegno da sempre prediligendo dapprima la matita e la china per poi intraprendere l’arte dell’olio e di tecniche miste per approdare in seguito all’acrilico. Cartografo di professione, ho partecipato a extempore e collettive di pittura e disegno con soddisfazioni personali. Appassionato fin da adolescente di fotografia, sperimento con soddisfazione l’arte del digitale alla quale tuttora dedico la mia visione artistica. Sono socio del gruppo artistico Cormor del quale ho fatto parte del direttivo sezione fotografia.


Domenico Montesano (Monfalcone GO)
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Daniela Moretti Daz (Codroipo UD)(
Io sono l'Alpha e l'Omega cm H 100 B 120 olio e acrilico su tela
Curriculum Daniela Moretti DAZ
Intervista e poetica di Daniela Moretti DAZ


Paola Moretti (Udine)
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L’opera si intitola”Salomè”, è una tela di misura 80 x 100 cm, realizzata in tecnica mista (acrilici, gessi, foglia d’oro) e  è stata realizzata nel 2018
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Michele Nardon (Cormòns GO)
Ecco, al centro della foto, l’enorme scarabeo che l’artista presenta in mostra.
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Graziella Valeria Rota (Trieste)
Assieme agli studi professionali e frequenza universitaria, arte e artigianato, su rame con G.Franzot, ha svolto attività in campo dell’etnomusicologia Istit. E.to De Martino MI, della ricerca di tradizione orale triestina e regionale in spettacoli con ensamble Giorni Cantati e vari,  pubblicando per le case discografiche Cetra e RCA, in RAI, nella colonna sonora del film Ernesto, affiancando le proprie iniziative nell’arte visiva, performativa e nel progetto autoeditoria g.E&A. Fin dal 1960 e successivamente negli anni ha fatto parte del gruppo Artisti e pittori a Trieste con gli amici Marino Cerne, Bruno Chersicla, Claudio Palcich, Livio Schiozzi, Gigetta Tamaro in seguito ha frequentato i laboratori con Marino Cassetti, Palo Cervi Kerviscer, J.A. Palomar, Furio Dedenaro, Carlo Condello, e la Scuola d’acquaforte C. Sbisà a Trieste. Insegna arte e musica, pratiche di incisione su diversi materiali nella Scuola d’arte Internazionale extracurriculare della UN.INT. a Trieste e Arte terapia in Gente Adriatica FVG associazione che presiede dove promuove il gruppo della scuola di ricerca artistica.  Fa parte dell’associazione transnazionale Žene Europe – Donne d’Europa – Ženske Evrope – Women of Europe“, dove si occupa della progettazione e organizzazione di eventi e rassegne d’arte  nelle aree di confine. Dal 2012 è parte di Espansioni e Voci di donne in poesia e dal 2018 della  Biennale BID Trieste. Collabora con varie associazioni come partner associata agli eventi con Gente Adriatica, quali, Italia Nostra, Play-Art, RevelArt, Museo di Arte Contemporanea e Sviluppo Culturale a Torino, la Fondazione Elic bambini del Perù e adulti gruppo filosofico Noumeno, nonché con varie gallerie in Istria nei circoli della Comunità Italiana. Scrive articoli d’arte su Noi Donne on line e sulla  Rivista20 d’arte con due pagine dedicate agli artisti in Friuli Venezia Giulia. Ha partecipato a mostre rassegne collettive e personali in tutto il mondo, ricevendo riconoscimenti  e premi di merito. Mostre. Ha iniziato nell’arte esponendo in varie gallerie fin dagli anni ’60…omissis… i suoi ultimi progetti artistici sono realizzati sia in tecniche sperimentali quali graphoscultura, xilografie, grafica, rete metallica, scultura, <Terra ricevuta sul tema “Abissi della mente”> sia tradizionali < Il Tratto e Dado, dal segno… al Cu3it> su carta modellata “la scrittura del tempo”. Sono un’artista che comunica con il mondo attraverso le personali e collettive specificità culturali, nelle mie opere si odono gli echi delle esperienze significative della mia generazione di cui la mia  terra è stata teatro.
di che vita


Alessandra Spizzo (Udine)
Nata a Udine nel 1959, è artista versatile, performer. Laurea specialistica in storia dell’arte e laurea in conservazione dei beni culturali, Università di Udine, master in comunicazione. Ha frequentato la scuola d’arte e mestieri Giovanni da Udine, la scuola internazionale di grafica di Venezia e praticato diversi laboratori d’arte, di restauro e d’artigianato. Esprime il proprio mondo interiore con una figurazione che giace nella coscienza. Studiosa d’arte, molto sensibile al sociale, da alcuni anni conduce Atelier artistici animati da ragazzi autistici, in qualità di operatrice culturale, ed organizza eventi collaborando con alcune cooperative che operano in ambito psichiatrico. Progetta bijoux ispirati alle opere dei grandi maestri dell’arte, scrive e illustra favole che presenta in scuole e biblioteche; collabora per la realizzazione de “L’arte non mente”. Fa parte di AURA.  Annovera mostre personali e collettive in Italia e all’estero.  Il lavoro di Alessandra Spizzo ha una matrice esistenziale, introspettiva, che la porta ad entrare in relazione con il sé. Vuole trasformare il suo tempo, da frazionabile e astratto ad un tempo “qualitativo”, che temporizza la vita concreta, dilatandosi o comprimendosi nell’esprimere pensieri, sentimenti, emozioni e pulsioni generate dalla quotidianità. Ogni opera, che rievoca l’esistenza assecondando “il mito dell’eterno ritorno”  (Mircea Eliade, 1975), è costruita come un percorso di vita per via di stratificazioni, sovrapposizioni, eliminazioni e tensioni. Il tentativo è quello di mostrarsi senza orpelli e narrazioni, senza fornire troppe informazioni. S’intravede la semplice poesia dell’esistenza.
SPIZZO Alessandra


Beppino Tosolini (Martignacco UD)

BEPPINO TOSOLINI. Nato a Udine nel 1952. Diplomato all’istituto del Mosaico di Spilimbergo (PN) Si è inserito nel mondo del lavoro come grafico pubblicitario. Ha allestito mostre personali, la prima nel 1981 alla Galleria d’Arte Moderna “Il Quadrifoglio” di Udine. Partecipa attivamente con successo a mostre collettive e varie rassegne in Italia ed all’estero (Austria, Croazia, Francia, Slovenia, Spagna) aggiudicandosi premi e riconoscimenti di pubblico e critica. Sue opere sono presenti in collezioni private e pubbliche. Note e recensioni sono apparse su quotidiani e riviste d’Arte regionali, nazionali ed estere. Nel 2012 si è aggiudicato il “Premio Arte e Cultura in Laguna”e premiato alla biennale di pittura di Burano. Nel 2014 è stato invitato ad un simposio di pittura a Nardò (LE). Nel 2015 ha esposto alcune opere a Villa Manin di Passariano e ha vinto il “Premio Collinare Coseano”. Nel 2016 si è aggiudicato il primo premio “I Borghi più Belli d’Italia F.V.G. Beppino Tosolini è un pittore che oltre a dipingere il magico mondo del Friuli, un po antico, vuole tramandarci l’emozione del recupero dell’infanzia. Opera e vive a Martignacco (Ud).

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Enzo Valentinuz (Romans d’Isonzo GO)
ENZO VALENTINUZ nasce a Romans d’Isonzo (Gorizia), dove tuttora vive e opera. Il suo percorso artistico si divide in due grandi esperienze lontane fra di loro oltre 30 anni: la prima nella seconda metà degli anni Sessanta; dopo il diploma di Maestro d’Arte in decorazione pittorica all’istituto d’arte di Gorizia, allievo di Cesare Mocchiutti, frequenta l’Accademia di Belle Arti di Venezia, sezione di Pittura, dove ha per maestro Bruno Saetti e l’allora assistente Carmelo Zotti. Nel 1968 c’è la sua prima personale e, di seguito, un’intensa attività di mostre che vicende personali interrompono nel 1973. Per oltre tre decenni l’arte diviene per Valentinuz un interesse coltivato solo in forma passiva, con la lettura, lo studio, le visite a mostre di maestri e colleghi. La ripresa è del 2004, quando il comune di Romans d’Isonzo gli chiede di aprire uno studio di pittura murale che diventa un luogo aperto al pubblico e ai giovani, dove spiegare e mostrare la nascita di opere d’arte realizzate con l’affresco e il graffito su intonaco. Da allora la sua attività non si ferma più e decine sono le personali e collettive alle quali partecipa in Friuli Venezia Giulia, Veneto, ma anche in Austria, Francia e Slovenia. È ospite di gallerie pubbliche e private, biblioteche, università e grandi tenute, che nel tessuto del Collio goriziano offrono luoghi di impatto storico e di forte legame con il territorio.
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Luisa Valenzano (Casamassima BA)

Luisa Valenzano è un’artista figurativa di Casamassima (Ba). Dopo gli studi presso l’Accademia di Belle Arti di Bari, terminati con 110/110 e lode, opera attraverso le tecniche pittoriche. Ha partecipato e vinto premi in diversi concorsi Nazionali e Internazionali come il 3° posto al Concorso Nazionale “Santa Croce 40 anni dopo” nel 2006 esponendo la sua opera nel Complesso monumentale Santa Croce a Firenze, il 1° Premio al concorso “Colori in emersione” ad Aversa (Ce) nel 2008, 2° posto al Concorso “Alda Merini e Guido Bertuzzi” a Milano nel 2010 e 1° posto al Tian Qi Art Contest sempre a Milano nel 2011. Ha all’attivo 4 mostre personali.Tra le esposizioni si menzionano “Incontrarti – le proposte del premio Vasto” presso Palazzo D’Avalos a Vasto nel 2007 e nel 2014, l’esposizione Internazionale “Human Rights?#Memento” a Rovereto presso la Fondazione Opera Campana dei Caduti del 2014.Nel 2015 è invitata a partecipare al progetto di Arte Sacra su una nuova iconografia di Sant’Anna “Credere la Luce” con realizzazione di una Pala d’Altare per la Chiesa di Sant’Anna a Giulianova (Te), patrocinata dalla CEI: l’opera ora fa parte della collezione del Museo d’Arte dello Splendore a Giulianova.Nel 2017 è stata selezionata al LXI Premio Basilio Cascella ad Ortona (Ch), Biblioteca Diocesana S. Domenico , al Premio Michele Cea a Milano presso Spazio Seicentro e all’evento “Ronzii – Arte Urbana in subbuglio” tenutosi presso la Stazione Leopolda di Pisa.In questi giorni a Roma è stata invitata ad esporre insieme ad altre artiste presso Pio Sodalizio dei Picenicon “La mente artistica – giovani donne artiste a confronto” e a Pisa presso il Teatro Lux all’evento “Lungo il confine”. Dal 23 giugno al 23 settembre esporrà all’evento internazionale HUMAN RIGHTS? #EDU a Rovereto presso la Fondazione Opera Campana dei Caduti.
Luisa Valenzano, Prove di connessione, acrilico su tela di cotone, cm 23x100x2, 2017


Erna Vukmanic (Udine)
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